Sergio Mazzoli, aretino, sposato, con una figlia dodicenne di nome Bianca a cui è dedicato il racconto. Dalla vista che gode da casa sua e dai molti anni di lavoro trascorsi in piccoli comuni della Val di Chiana, nasce l’ispirazione per scrivere questa storia. Una storia che parla della propria terra, ma anche della meravigliosa capacità degli occhi di trasmettere emozioni.