La tesi consiste in uno studio del pensiero del "primo" Brentano basato su consistenti testi manoscritti inediti, a tutt’oggi ignorati dalla critica. Suo obiettivo è quello di emendare il quadro concettuale del suo pensiero, imposto da alcuni suoi discepoli e particolarmente travisato per quel che riguarda la fase iniziale della sua produzione filosofica. Il lavoro viene introdotto da una ricognizione del contesto genetico-storico dei Bildungsjahre del giovane Brentano: si tratta di un aspetto ancora poco conosciuto e non adeguatamente trattato nemmeno nelle pubblicazioni più recenti. Il corpo principale del lavoro è dedicato al commento della sezione dedicata ad Aristotele all’interno della Geschichte der Philosophie del 1866/67: una monografia a se stante che occupa una parte consistente dell’intera opera. In un capitolo introduttivo vengono presentate le polemiche sui criteri editoriali applicati nella pubblicazione postuma delle opere di Brentano, e pubblicazione postuma con criteri editoriali discutibilissimi è stata la Geschichte der griechischen Philosophie della Franziska Mayer-Hillebrand, discepola di Alfred Kastil, a sua volta discepolo del filosofo di Aschaffenburg. Lo studio prosegue con l’analisi delle lezioni di filosofia trascendentale, tenute per la prima volta nel semestre estivo 1868: per il periodo di Würzburg, si tratta della Vorlesung cui lo stesso Brentano attribuisce la massima importanza, come emerge da una sua lettera autografa al giovane amico e discepolo domenicano H. Denifle. Il lavoro si conclude con un bilancio della ricerca svolta, in cui si pone in risalto la particolare fecondità speculativa di questi primi semestri di insegnamento del filosofo di Aschaffenburg: da una ripresa originale del pensiero di Aristotele egli procede poi alla prima formulazione della propria fondazione epistemologica dell'ontologia, anticipando tematiche e abbozzando soluzioni che riprenderà nei tanti scritti successivi, e che purtroppo per gran parte ci sono stati conservati in edizioni poco affidabili.