Quando Giovanni Mangione, all’inizio degli anni ‘70, conobbe la pedagogia di Kodály, aveva già al suo attivo una lunga serie di manifestazioni musicali con cori di bambini. Nel 1974 Giovanni Mangione ottenne dal Ministero degli Affari Esteri una Borsa di studio per l’Ungheria in seguito alla pubblicazione del suo primo libro “La pedagogia della musica secondo Zoltán Kodály” dedicato suo Maestro, il prof. László Agócsy. Tornato in Italia, nel 1975 aprì nel cuore di Firenze il Centro di studi musicali Metodo Kodaly. Nel 1982 gli venne conferito il Diploma Kodály honoris causa. Nel 1990 Il Centro divenne Associazione Italiana Kodály per l’Educazione Musicale (AIKEM), di cui Mangione fu presidente fino al 1999, anno della sua scomparsa. Ecco come ebbe occasione di definire l’importanza della lettura relativa (do mobile):
«... Anche molte delle parole che usiamo tutti i giorni sono “relative”. Gran parte di esse, prese a sé, non hanno alcun significato, ma lo acquisiscono nel contesto del discorso e la stessa parola cambia di significato ogni volta che viene inserita in contesti differenti... Cosa dunque è più importante, o meglio, essenziale?
- l’aspetto della parola in sé o il significato che assume in un determinato contesto?
- l’aspetto di una nota (il darle un nome standard, sempre uguale) o il significato che assume nel contesto musicale?
Non vi può essere che una risposta».
Nuova edizione a cura di Giusi Barbieri
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