• Biografia
Pagine: 175

Lodovico Bò (1721-1800)

Misuratore, Soprastante, Architetto.

Prefazione di Maurizio Momo.

Gli studi sugli architetti che hanno operato nel Settecento in Piemonte vertono intorno ai grandi personaggi che con le loro opere hanno contrassegnato la storia dell’architettura, da Filippo Juvarra a Benedetto Alfieri, a Bernardo Vittone a Francesco Gallo. Ma intorno alle figure dei protagonisti ruotano innumerevoli figure di operatori minori che hanno sviluppato una produzione autonoma o in molti casi legata all’insegnamento dei maestri che nel suo complesso spesso costituisce un corpus documentario di eccezione. In particolare per approfondire aspetti della cultura architettonica, tipologica e formale, diffusa nel territorio piemontese e parallelamente per ampliare la conoscenza del contesto all’interno del quale i maestri operarono. Indubbiamente una delle strade è quella di rintracciare le fonti: i progetti, le istruzioni, i contratti di appalto e i documenti che provano l’avvenuta costruzione, come le misurazioni in corso d’opera e le relazioni che attestano le complesse vicende dell’iter di cantiere.
Per il cantiere della Palazzina di Caccia di Stupinigi una delle fonti più consultate per chiarire il complesso iter post juvarriano e le grandi opere di addizione e di trasformazione realizzate sulle orme di Filippo Juvarra è il corpus documentario redatto da Lodovico Bò, che operò a Stupinigi a partire dal 1748.
Una monografia dedicata ad un architetto considerato fino a questo momento secondario potrebbe sembrare superflua, ma l’intenzione dell’autore è invece proprio quella di dimostrare come la cultura architettonica torinese e canavesana del XVIII secolo si sia potuta spesso realizzare proprio grazie alle figure minori di architetti e ingegneri, che costellarono il territorio di edifici sacri e civili caratterizzandolo urbanisticamente e morfologicamente.
A partire dallo studio delle origini della famiglia Bò a San Maurizio Canavese e delle caratteristiche del cantiere sabaudo settecentesco, la monografia passa ad analizzare il cantiere di Stupinigi, dove Bò nasce professionalmente, essendovi impegnato per oltre cinquant’anni e passando da ruoli di mera esecuzione a compiti di grande rilievo progettuale, quali la rifunzionalizzazione del Castelvecchio e la realizzazione delle due scuderie rettilinee di testata che ancora oggi fanno da scenografico fondale per chi proviene da Torino. Un ricchissimo epistolario costituito da 374 lettere, di cui vengono proposti molti richiami nel corso del testo, caratterizza in maniera unica la figura dell’architetto, che era tenuto a notificare quasi quotidianamente lo stato di avanzamento del cantiere del comprensorio di caccia.
Oltre a ciò, la monografia descrive poi in maniera accurata tutti gli interventi e i progetti non realizzati di Stupinigi, Torino e Casale Monferrato, schedando per la prima volta tutti i disegni appartenenti ai maggiori archivi storici oltre che a quello privato dell’architetto, e lasciando così largo margine alle illustrazioni per meglio raccontare l’evolversi dei progetti, in larga parte inediti.
In Canavese il sanmauriziese viene soprattutto ricordato per la progettazione delle due torri campanarie di San Maurizio Canavese e di Valperga, curiosamente legate alla vita privata dell’architetto per essere la prima posta nel suo paese natale, e la seconda nel paese d’origine di Caterina Vittoria Boggio, seconda delle sue tre mogli.
Emerge così la personalità di Lodovico Bò, dedito in maniera quasi totalitaria al lavoro, figlio di una classe borghese che proprio in quegli anni rivendicava una posizione sociale via via più elevata, pienamente fiducioso nelle proprie capacità maturate in anni di esperienza, anche a costo di scontrarsi con qualche grande nome dell’epoca, da Alfieri a Birago di Borgaro.
In conclusione, Lodovico Bò potrebbe essere a tutti gli effetti definito con le parole utilizzate da Gustavo Giovannoni per descrivere un grande protagonista dell’architettura del Settecento, Luigi Vanvitelli: "[…] non fu precoce, né fu artista librato sulle ali della fantasia, ma un lavoratore tenace e onesto, non istintivo, ma un ragionatore ordinato, munito di una preparazione ampia e completa […]."

978-88-6178-060-6settembre 2007
30.00 EUR

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