Lo Zingaro è colui che non segue le regole, colui che vive ai margini, colui che guarda da distante e osserva. Lo Zingaro adesso è lì e adesso non vi è più. Lo Zingaro è apolita, cittadino del mondo per definizione, spirito libero, cane sciolto. Lo Zingaro non sai mai come si chiama, qual è il suo volto; è uno Zingaro e nessuno lo vuole, è uno Zingaro ed è sporco e ladro. Ma lo Zingaro ha una sua dignità, una sua legge, ferrea e insindacabile. Non segue e non riconosce le leggi dello stato ma le asseconda per convenienza. Lo Zingaro non sa parlare, ne leggere ne scrivere e non è mai andato a scuola, ma proprio per questo non puoi sapere cosa pensa, perché non è stato indottrinato dalla cultura vigente, è lo Zingaro, lo Zingaro e basta.
Cosa si nasconde dietro la metafora delle sette teste? Chi o cosa oggi le può rappresentare? E cosa significa la frase "...una sarà colpita a morte ma sarà risanata e tutti seguiranno la bestia e l’adoreranno"?...