• Alétheia - Collana di psicopedagogia
  • Psicopedagogia
Pagine: 311

L’identità imprigionata

Tra patologie e atti creativi

Quale rapporto esiste tra produzione artistica e malattia mentale? Quali sono i confini tra atto creativo e processo terapeutico?

Come sappiamo, l’opera d’arte è considerata tale quando provoca in chi ne è coinvolto un senso di spaesamento tale da condurlo in una dimensione emozionale del tutto nuova. L’atto creativo del malato ed in particolare del malato mentale agisce, al contrario, nei confronti del-l’individuo in maniera diversa, perché, tradizionalmente, abbiamo a che fare con la diminuzione del piacere estetico a fronte della riduzione dell’elemento connettivo con l’opera stessa, rispetto alla quale è difficile identificarsi.

Tuttavia, proprio que-sta dimensione frammentata e disgregata, che ci nega un confronto sul piano dell’identificazione, diventa materiale strategico nel setting terapeutico, dove il ma-lato viene a trovarsi in una posizione privilegiata rispetto al terapeuta.

Questo volume, nel quale sono stati raccolti i contributi di alcuni studiosi di diversa formazione scientifica sul discusso metodo dell’arte-terapia (filosofi, so-ciologi, pedagogisti, psichiatri, psicoterapeuti, artisti, ecc.), è nato da un’iniziativa dell’Accademia degli Accesi di Trento in collaborazione con l’Osservatorio sulla Didattica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento.

978-88-88859-43-9marzo 2006
24.00 EUR

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