• Autobiografia
Pagine: 279

Le carte raccontano

Um die Buche

Il libro è indirizzato ai cinque nipoti che sono esortati alla lettura e alla conoscenza. Il testo è concepito come una raccolta di saggi che trattano temi diversi: alcuni sono strettamente scientifici, come quelli sulla struttura della materia e sull’origine del mondo e dell’uomo; altri riguardano il comportamento umano, i rapporti sociali e quelli con gli animali; altri ancora vari settori della cultura, dalla poesia alla prosa, dalla pittura all’architettura e alla musica. La parte centrale ha contenuti autobiografici e racconta episodi di vita e le esperienze cui vanno incontro i medici internisti e gli ematologi universitari e ospedalieri. L’autore è consapevole che alcuni capitoli sembreranno inadeguati a chi ha una conoscenza già approfondita della materia, ma invita costoro a leggerne altri per scoprire di quante nozioni interessanti e di quante meraviglie si privi una mente troppo specialistica. L’uomo che pensa, nei limiti del possibile, dovrebbe infatti aspirare all’universalità della conoscenza e ciascuno di noi rendersi conto umilmente di conoscere ben poco dello scibile. Lungo tutto il libro aleggia l’idea di Dio, idea alla quale nessuna psiche umana normale può sottrarsi. Nel libro: «La creazione del mondo», Jean d’Ormesson ha citato un autore anonimo che scrisse al riguardo una frase paradossale ma densa di significati: «La cosa più importante è Dio, che esista o non esista».

 

 

Recensioni

Torino Sette - La Stampa - 18 marzo 2011

Bravi medici umanisti capaci di congiungere professione e amore per la letteratura non ce ne sono pochi. E a questa specie non rara ma lodevole appartiene anche Gualtiero Büchi, un torinese (di nascita e di formazione) che discende da industriali cotonieri originari della Turgovia (di cui ha raccontato la storia) il quale – già libero docente di Patologia speciale medica e primario di Medicina generale ad Ivrea, e dunque onusto di pubblicazioni specialistiche – ha scritto questa volta un libro di personali riflessioni, «Le carte raccontano» pubblicato dalla editrice trentina UniService (pp. 280, euro 17). Una sorta di diario, di ideario, di resoconto autobiografico ed esistenziale – dedicato «ai nipoti» – in cui un po’ tutta una vita di studio e di affetti viene passata al vaglio della memoria che ne segna le tappe essenziali, i momenti cruciali, la predisposizione filosofica, la passione intellettuale e letteraria. Accompagnato da una ricca bibliografia (testimoniata anche dalle citazioni plurime in esergo ad ogni capitolo), il libro viene a essere un poco la summa di un percorso tra molti interessi e varie discipline: l’origine del mondo e la struttura della materia, la Natura idealizzata, l’esperienza del Tutto (e le connessioni che riconducono all’unità eraclitea, alla leibniziana armonia), la psiche e la sua educazione, il ricordo del cane Fido, la vita matrimoniale, le passeggiate, i viaggi (nelle Marche, nella Tuscia romana, nel Périgord di Montaigne). E poi i piccoli trattatelli sulla Pittura, sulla Prosa, sulla Poesia, sulla Musica, sulla Politica, sul Progresso. E poi i pezzi di vita (dall’esperienza degli studi, all’esercizio della professione medica). Con il corredo delle «cose ultime», che vanno dall’esistenza di «un Dio» alla «fede nel Dio cristiano», dalla morte all’immortalità. Il libro di un uomo (anziano ma giovane (che non rinuncia a tracciare chiari segni di sé. E da cui tutti possiamo attingere un frammento di saggezza. Una consolante (ma non consolatoria) dimensione vitale.
(G. T.)

9788861785595giugno 2010
17.00 EUR

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