Isolaè è nato come un’improvvisazione Jazzistica, nel senso più profondo che il concetto di improvvisazione ha in ambito musicale, un momento creativo condizionato solo dalle emozioni e sensazioni più profonde ed ignote. La poesia come linea melodica che anticipa gli accordi di uno spartito chiamato pensiero, intesa come processo antecedente il pensiero pensante, come emozione-sensazione ancestrale, sedimento su cui poggia il pensiero medesimo e che usa quest’ultimo come veicolo di cui essa stessa è carburante. Per dirla alla Bukowski “se non ti esplode dentro a dispetto di tutto, non farlo a meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca e dalle viscere, non farlo”. Questa raccolta è stata per me una jam session dell’essenziale scevra di note dedicate al transitorio, uscita “dall’anima come un razzo”.