Tornato a casa dalla guerra dopo l’armistizio del 1943, Giaculin non può sottrarsi alla sua passione da sempre coltivata di andare alla ricerca dei famosi tartufi su e giù per le sue dolci colline langarole. Sa di correre il rischio di essere scoperto e catturato dai tedeschi. È purtroppo ciò che accade un giorno mentre il giovane è assorto ad ammirare un meraviglioso esemplare di tartufo bianco appena scoperto con l’aiuto del suo cane fedele. Dopo un oltraggioso gesto di un ufficiale tedesco, Giaculin viene avviato con altri sventurati verso i campi di sterminio. Scampato miracolosamente alla morte durante il viaggio verso la Germania, Giaculin viene accolto da una famiglia tedesca che cura le sue gravi ferite e riesce a guarirlo. In quell’ambiente familiare i sentimenti di fratellanza e di pace di Giaculin e dei suoi soccorritori hanno modo di fondersi e di rinvigorirsi. La famiglia tedesca trova poi festosa accoglienza ad Alba e sulle splendide colline circostanti, dopo svariati eventi anche di carattere sentimentale, che cimenteranno e contribuiranno ad indirizzare la scelta di numerosi tedeschi e di altri stranieri per visitare e soggiornare nella ridente e ospitale terra di Langa.