Il titolo è un imbroglio. O, meglio, un mezzo imbroglio. Infatti Ignazio Fontana non fu né Presidente della Repubblica né, data l’epoca in cui visse, Re d’Italia. Però al Quirinale arrivò davvero, ricevuto personalmente da Umberto I e dalla Regina Margherita e trattenuto a pranzo. E il motivo di tanto onore fu dato dalla sua straordinaria onestà. E quella non fu l’unica occasione in cui egli avvicinò fatti o personaggi storici. La scuola purista di Basilio Puoti, i moti rivoluzionari del 1848 e i processi che ne derivarono, la spedizione dei Mille, la realizzazione del Canale di Suez interessarono la sua esistenza. E anche le sue vicende private e professionali trascesero la banale quotidianità. Attraverso frammenti del suo diario e pochi documenti, superstiti alla consunzione del tempo e alle incursioni ladresche, viene qui ricostruita, con toni leggeri e a volta ironici, una vita, come si suole dire, degna di essere vissuta. E, perciò, ricordata.