La rete cambia le nostre vite. Estende lo spazio logico delle nostre coscienze, attiva connessioni e relazioni, aggregazioni per affinità elettive. Nuovi ed inusitati percorsi identitari possono aver luogo, nuove traiettorie conoscitive possono trovare sviluppo. Il web produce inoltre una sfera pubblica. E una coscienza più attenta, se si vuole, più critica. Pesa, in tal senso, il rientro in gioco della parola scritta - la scrittura è sempre, e pur sempre, una procedura di ordinamento del pensiero. Blog, forum, webzine, social network sono i principali luoghi d'esercizio dello scrivere, probabilmente – è questa l’ipotesi - la palestra dei chierici del futuro. Le menti, negli anni a venire, saranno sempre più “wireless”, connesse tra loro più nella dimensione immateriale del web che in quella dello spazio fisico ordinario. O perlomeno, nell’una e nell’altra insieme. Una nuova fisica della mente dev’essere dunque pensata e teorizzata. Dire “mente” significa innanzitutto indicare un universo di senso, un cosmo costituito dal bagaglio delle esperienze vissute. Perciò Internet ha un ruolo decisivo: arricchisce e ridisegna le nostre menti, conferisce un assetto nuovo alle "cosmologie" della nostra vita quotidiana.