Credo che ognuno di noi sia un libro vivente, ma senza cadere nelle solite frasi fatte vorrei incoraggiare tutti a cimentarsi con la stesura di un testo. Nella vita non avevo mai letto, avevo sempre fuggito questo esercizio, nella scuola in principio, poi via via… Il dover eludere i capoclasse che solerti verificavano i propri compagni di sventura mi ha però fatto sviluppare una grande capacità di sognare, prima per giustificare l’inadempienze dei compiti a casa, poi per svincolarmi completamente dalla realtà che ho visto quasi sempre tanto triste. Come succede spesso ai viaggiatori onirici, però, le responsabilità della vita mi hanno inchiodato, piombandomi a tradimento addosso, in un lampo. I libri, comunque, per una sorta di contrappasso, sono ammucchiati in giro per casa a centinaia, libri che trattano argomenti più disparati. Nel male illuminato studiolo di Papà, vedevo rifugiarsi a turno, i miei numerosi fratelli, li guardavo impegnati con la luce tenua, a consumarsi gli occhi per percorrere i righi di quelle pagine. Vedendoli sorridere serafici mi aveva dato sempre sui nervi, non mi rassegnavo al fatto che da quelle letture, essi non fossero quasi capaci di staccarsi. Finchè un giorno, di soppiatto, con in mano un libro appena regalatomi, nel silenzio vergognoso di essere smascherato, mi sistemai per imitarli. Fu una grande scoperta, leggere i sogni di altri, impressi su qualcosa di tangibile, fu la prova che i sogni si possono avverare, basta scrivere per rendere veri i personaggi del nostro cuore.