Armonia Mundi è la storia di un doppio. Di solito in letteratura questo tema è trattato come la concezione che in un unico essere convivano due personalità, una buona e una cattiva, come in Hoffmman, in Poe o in Stevenson. In questo romanzo, invece, il tema punta soprattutto la sua attenzione sul doppio inteso come coppia di opposti bipolari: maschile e femminile e di conseguenza sull'identità sessuale.
Tutta la storia si dipana in un mondo doppio: reale e fantastico al contempo, in una Ferrara del 1561-1578, alla corte di Alfonso II d'Este, dove l'alchimista Jacopo Raverti, conosciuto anche come il mago Atlante, una notte compie un potentissimo sortilegio. Perché lo fa? Per denaro, per amore di Olimpia, o soprattutto per quel desiderio profondamente umano di mettersi sempre in gioco? Quel che è certo è che egli, forse senza volerlo, con la sua magia libera forze fino ad allora incatenate e prigioniere della morale comune del suo tempo… e non solo.
Da quel momento la storia prende una piega in cui realtà e fantasia si fondono, dove i personaggi, in parte realmente esistiti e in parte inventati, sono animati da una doppia vita e da una doppia sensibilità. Il romanzo non è solo un insieme di storie d'amore, ma è la storia dell'Amore, di quel sentimento eternamente giovane e fragile che sempre si rinnova. Nel racconto l'elemento spirituale e quello materiale convergono e si legano come in una sorta di armonia, destinata a dar luogo ad una nuova rappresentazione dell'anima.
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