Andrea Antoniazza

Andrea Antoniazza, classe 1980, si è laureato presso l’Università Cattolica di Milano in Economia e Commercio nell’ottobre 2003 con il massimo dei voti e presso la stessa Università nel gennaio 2009 si è laureato in Giurisprudenza con una tesi avente ad oggetto la tutela giuridica del software. Lavora dal febbraio 2004 presso una nota multinazionale americana (tra i maggiori competitor a livello mondiale nel mondo dell’informatica) all’interno della Corporate Function di Contract Management.

 

[…] Sul versante artistico, è poeta e critico d'arte. Ha pubblicato: La Scatola delle Lacrime (Croce Editore, 2004, postfazione a cura di Antonio Veneziani), Sangue sul cristallo (Edizioni UNI Service, 2006, prefazione a cura di Renzo Paris, postfazione a cura di Robertomaria Siena), Le massonerie dell’anima (Edizioni UNI Service, 2008, prefazione a cura di Elisa Davoglio, nota conclusiva a cura di Mario Balzano). E’ presente, inoltre, nelle seguenti antologie: Poesie in cornice (Gruppo Lavoro Poesia, 2000), Lunario di poesia (Edizioni del Giano, 2005), Lunario di poesia (Edizioni del Giano, 2006), Il resto è poesia (Lettere&Caffè, 2005). Nel 2005, ha preso parte a La Congiura dei Poeti, evento tenutosi presso l’Archivio di Stato sotto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come giovane voce della poesia italiana. In qualità di autore, ha partecipato alla fiera del libro di Roma (2006 e 2008) ed alla fiera internazionale del libro di Torino (2008). Da diversi anni organizza spettacoli di poesie novecentesca itineranti (Isola del Cinema di Roma, Festival Intercontinentale delle Letterature, …), dedicandosi, in particolare, alla produzione di Pessoa, Montale, Ungaretti, Quasimodo, Testori, Saba e, non da ultimo, alla Scuola Romana di Poesia.

Come critico e curatore, segue la pittura contemporanea, inaugurando nel 2006 la sua prima rivista di critica d’arte (www.antoniazza.com). È ideatore e promotore dell'operazione artistica La giovanissima pittura romana, con l'obiettivo di individuare pittori emergenti di età compresa tra i 18 e i 30 anni nel territorio laziale. Tra i principali eventi artistici si ricordano: Festival di poesia e pittura presso il Castello di Fiano Romano (2006) ed Io, Clandestino presso l’Assessorato alla Cultura di Crema (2008-2009).

 

 

  • Diritto
pp 159

Programmare ai tempi del diritto

La tutela giuridica del software analizzata da un duplice punto di vista: il diritto d'autore e il brevetto, senza tralasciare i sostenitori di una disciplina "speciale"...
9788861782976febbraio 2009
15.00 EUR
  • Poesie
pp 47

Sangue sul cristallo

Colpisce la trasparenza di questi versi, l’essenzialità. Si sentono echi della scuola romana di poesia, da Dario Bellezza ad Antonio Veneziani...
978-88-88859-70-5settembre 2006
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  • Poesie
pp 34

Le massonerie dell'anima

"Ed è in questo silenzio, che Tu, mio Dio, torni a morire dentro di me."...
9788861782853novembre 2008
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  • Poesie
pp 222

Il mio bambino nevica tra gli angeli

Mi niño nieva entre los ángeles

Un’anima insieme fragile e possente che non esita a esporsi, a donarci oltremodo e in ogni guisa la forza delle sue acquisizioni insieme stilistiche ed esistenziali...
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9788861785113marzo 2010
21.50 EUR
 

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L'autore

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Ritratto di Loretta Surico esposto presso l'Archivio di Stato in occasione della Congiura dei Poeti
 

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Presso la Biblioteca della Camera dei Deputati insieme a Maria Luisa Spaziani

Andrea Antoniazza
L'autore (a destra) alla Fiera del Libro di Torino 2008

Torino, 12 maggio 2007
L'autore con alcuni lettori

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L'autore all'Isola del Cinema di Roma (spettacolo di poesia)

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L'autore all'Isola del Cinema di Roma in compagnia di Mario Balzano

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L'Autore in una lettura pubblica a Lettere e Caffè (Roma - Trastevere)

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L'Autore in compagnia della Famiglia Celi alla Fiera del Libro di Roma
 

L'eco delle Dolomiti
Fiera del libro di Roma 2007

 

L'autore, presente alla Fiera del Libro di Torino, incontra i lettori. 

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Fiera del libro di Roma 2007
 

 

 

Rassegna stampa


 

Verdeblu, febbraio 2007 

“La poesia mi dà la libertà di spezzare una frase
e ricomporla seguendo sentimenti e sonorità»

Andrea Antoniazza, quando ha iniziato a scrivere poesia?
“Da giovanissimo, avevo appena otto anni e già il verso mi divertiva terribilmente. La poesia, oltre alla libertà espressiva, mi ha sempre dato, su un semplice foglio di carta. bianca, una grandissima libertà grafica. Quella di poter spezzare la frase e ricomporla alla luce di sentimenti e sonorità».

Ha mai pensato di scrivere in prosa?
“Credo di non essere portato alla prosa. È una questione di talento, di dote naturale, che probabilmente mi manca o che comunque, ad oggi, non mi interessa sviluppare. Fuori dalla poesia, ho solo un altro importante impegno: la critica d'arte contemporanea, in particolare quella pittorica, ragion per cui ho fondato un'associazione che promuove da un lato gli spettacoli di letteratura in versi e dall'altro il lancio di giovani pittori (www.antoniazza.com).

Cosa la spinge a scrivere poesia?
“Sostanzialmente un accadimento della vita, della vita di tutti i giorni, quello che può succedere tra le pareti domestiche o nella dimensione professionale. Traggo spunto dalle cose più normali, alle volte addirittura banali, che possono capitare a ciascuno di noi. La poesia è il momento di consacrazione delle proprie giornate, una forma di preghiera letteraria attraverso la quale m'invito a riflettere, a prendere coscienza del percorso che sto compiendo, prima di tutto come uomo”.

È molto religioso?
“Profondamente. Sono cristiano e credo che l’insegnamento della Chiesa sia talmente "umano" dà poter essere preso come esempio da tutti, credenti e non. Cristo, al di fuori della fede che spinge noi credenti a considerarlo figlio di Dio, rimane un riferimento antropologico, un modello al quale ognuno, in qualsiasi tempo e spazio, può aderire per vivere in libertà”.

Ci sono riferimenti a questo credo all'interno di "Sangue sul cristallo"?
“Sì, ve ne sono molti. Il piccolo volume di poesie si conclude proprio con "La trinità dell'Immenso", un gruppo di tre poesie che riformulano le tre preghiere della fede cristiana: il Padre Nostro, l'Ave Maria e il Gloria al Padre. Tre poesie che ho riscritto per l'esigenza di pregare non solo recitando frasi imparate a memoria da piccolo, ma calando sulla mia vita, sulla mia realtà di persona, le tante urgenze emotive che accompagnano la mia fede».

Ci sono poesie dedicate anche alla dimensione del corpo e della sessualità?
“Sì, "Sangue sul cristallo" contiene sia poesie sacre (come quelle che·ho appena ricordato) sia legate alla dimensione più quotidiana dell'amore, quella fatta di sguardi e affetti che reciprocamente concediamo alle persone che mettiamo al nostro fianco. Alle volte queste presenze sono fugaci, passeggere, segnano la nostra vita·solo per qualche istante. Altre volte rimangono e nella migliore delle ipotesi diventano la Compagnia di un'intera esistenza se l'Amore ha la capacità di essere coltivato da entrambi”.

Che cosa pensa dell'ambiente letterario romano, di cui lei stesso è giovanissimo esponente?
“È pieno di personalità eccezionali. L'Italia, sotto questo aspetto, si deve considerare veramente fortunata. Vi sono esponenti della cultura di spessore e al tempo stesso estremamente umili, raggiungibili, dotati dell'attenzione necessaria verso quanto sta succedendo nella nuova generazione di scrittori".

Può fare qualche nome?
“Sicuramente il grande Elio Pecora e i professori Filippo Bettini e "Roberto Mariasiena e non da ultima, la famiglia Celi. Tutte persone profondamente attente alla realtà giovanile e ai suoi sviluppi”.

Lei, in “Sangue sul Cristallo”, scrive: "La poesia è un proiettore puntato a sangue sulla propria vita, che taglia, che provoca ombre, che nasconde i contorni più timidi dietro la grande illusione dell'arte," Una frase apparentemente triste, quasi tragica. Che rapporto la lega alla scrittura?
“Di sicuro scrivere non è un'attività che si esercita quando si è sereni e senza preoccupazioni. La scrittura rappresenta sempre un momento di rifugio, di abbandono. Dopo aver scritto, indubbiamente, vivo un momento di grande liberazione.·E non nego che scrivere abbia una grandissima capacità terapeutica: un modo per ricostruirsi, fissare un nuovo punto di partenza dentro di sé”.

Nella prefazione al libro, Renzo Paris individua un filo conduttore tra lei e la Scuola Romana di poesia, che tra i suoi esponenti ha vantato personalità d'eccezione come Dario Bellezza. Considera il raffronto adeguato?
“Sì, anche se Paris, nella sua prefazione, prima di questo filo conduttore, ne individua un altro, quello con Michel Houellebecq e il suo "Restare vivi", dove il poeta francese più rappresentativo della sua generazione, consiglia i poeti in erba di tenersi distanti dai coinvolgimenti dei supermercati del nostro tempo, di rimettersi in ascolto di un'infanzia suicidata. Quello è il paragone che considero più calzante, già solo per un semplice motivo tematico. La.mia poesia, spesso, si gioca sul confronto-scontro della mia dimensione attuale, di 26enne, con quella di bambino”.

A quale poesia si sente maggiormente affezionato?
“Sicuramente alla poesia di esordio del volumetto: "A me bambino", è il mio piccolo manifesto, una dichiarazione biografica in Versi”.

 

 

l'Opinione - 20 ottobre 2006  

Secondo libro di poesie di Andrea Antoniazza

«Sangue sul cristallo» è il titolo del secondo libro scritto da Andrea Antoniazza, pandinese di origine ora residente a Roma. Una raccolta di poesie edite dalla Casa Editrice “UNI Service” con la prefazione di Enzo Paris e la conclusione a cura di Robertomaria Siena. “Colpisce la trasparenza di questi versi, l'essenzialità. Si sentono echi della scuola romana di poesia, da Dario Bellezza ad Antonio Veneziani, al sottoscritto, una scuola che brillò negli anni Settanta e che oggi è ignorata proprio da quelli che avrebbero dovuto osannarla per le sue gigantesche lotte contro i nemici della poesia» scrive Paris. Poi prosegue: «Ossessionato dal corpo indeciso, Antoniazza ama Dio proprio perché lo nasconde e di notte cammina nell'uomo che non è. Il sesso lo cerca ma lui scappa, non lo vuole, ha paura di diventare un altro. Alla fine del volumetto incontriamo una specie di dichiarazione poetica, intitolata “Il Comunismo del Verso”. L’autore scrive che la poesia è un proiettore puntato a sangue sulla propria vita, che taglia, che provoca ombre: che nasconde i contorni più timidi dietro la grande illusione dell'arte”. Religione, ma anche corpo e sessualità sono presenti in questo volumetto; il secondo del giovane poeta pandinese.

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La tutela giuridica del software analizzata da un duplice punto di vista: il diritto d'autore e il brevetto, senza tralasciare i sostenitori di una disciplina "speciale"...
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Le massonerie dell'anima

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pp 222

Il mio bambino nevica tra gli angeli

Mi niño nieva entre los ángeles

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