Credo che un buon poeta non debba mai uscire dalla realtà, ma che debba rimanere sempre in essa, per poterla rendere una continua scoperta e un nuovo piacere. La realtà spesso pone dei grandi limiti: il compito del poeta è quello di percepirli, di renderli con delicatezza immensi, quasi infiniti per proteggere il lettore che, da questa finitezza, potrebbe essere bloccato. Anche se fosse solo illusione.